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MONTELUCO: UN PO’ DI STORIA

Monteluco racchiude in sé millenni di storia religiosa. Il nome stesso del rilievo (lucus=bosco sacro) testimonia l’importanza e la sacralità del luogo, riaffermata ripetutamente nel corso dei secoli. Le sue peculiarità geografiche, dalla ricchezza del manto boschivo alla diffusa presenza delle acque alla natura stessa del suolo, l'hanno eletta spazio privilegiato per la vita di preghiera e meditazione. Reso inviolabile in epoca pagana dalla Lex Spoletina, il bosco di Monteluco divenne sede, a partire dal V secolo, di uno dei più vasti movimenti eremitici del tempo.
La vicenda spirituale di San Francesco d’Assisi trovò analogo compimento in questi luoghi. Nella tradizione dell'Ordine fu lo stesso Francesco a fondare nel 1218 un primitivo cenacolo su Monteluco, secondo in ordine di tempo a quello urbano di Sant'Apollinare. Alcune tra le maggiori glorie francescane qui vissero e pregarono ereditando la sacralità del monte.
E furono gli stessi francescani i protagonisti degli ultimi sussulti di misticismo quando, sul finire del XVIII secolo, il beato Leopoldo da Gaiche tentò di scacciare le truppe francesi salite sul monte a piantare l'albero della libertà.  

Nel XVI secolo anche l'artista Michelangelo soggiornò brevemente in questi luoghi per ritemprarsi.

 

Per maggiori informazioni: http://www.comunespoleto.gov.it/it/storia

LA NATURA

La Montagna Spoletina, di cui Monteluco costituisce l'estremità settentrionale a 780 m s.l.m, è una dorsale calcarea allungata da nord a sud, estesa circa 7.000 ettari, compresa tra la Strada Statale Flaminia e la Valle del Nera. L'area è occupata in massima parte da boschi di caducifoglie e di sclerofille sempreverdi: formazioni di carpino nero e orniello, querceti di roverella, castagneti, qualche nucleo di faggio alle quote più elevate, pinete a pino d'Aleppo e leccete. Tra queste ultime spicca quella secolare di Monteluco. La composizione dei boschi è molto varia; oltre alle specie arboree dominanti compaiono aceri, cerri, carpini bianchi, noccioli, meli e ciliegi selvatici, sorbi, maggiociondoli, corbezzoli e tanti arbusti come viburno, fillirea, alaterno, erica multiflora, corniolo, sanguinello, biancospino, evonimo, ginepro, ginestra odorosa e rovo. In alcune stazioni sono presenti i rari tasso e agrifoglio. Su alcuni versanti assolati sono presenti gli oliveti e intorno ai piccoli insediamenti, anche in montagna, si trovano seminativi e prati. La fauna della Montagna Spoletina è ricca e diversificata, con almeno 134 specie di vertebrati presenti: 10 di anfibi, 10 di rettili, 89 di uccelli nidificanti e/o svernanti (i nidificanti sono 79) e 25 di mammiferi. Il 37% di questi animali sono considerati di grande pregio scientifico e conservazionistico, perché rari e/o minacciati spesso anche a livello nazionale ed europeo.

L'importanza delle caratteristiche ambientali di Monteluco e di tutta la Montagna Spoletina è sancita fra l'altro dall'individuazione, ai sensi delle direttive CEE e del Progetto Bioitaly, del "sito di interesse comunitario" (SIC) Monteluco di Spoleto e della "zona di protezione speciale" (ZPS) Bassa Valnerina: Monte Fionchi Cascata delle Marmore.

Monteluco rientra anche nei “Siti Natura 2000” del comune di Spoleto, il quale ha lo scopo di catalogare il ricco patrimonio naturale del Comune di Spoleto.

Per maggiori informazioni:http://www.natura2000spoleto.it/monteluco.html

 

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